«Visioni»
Collana di varia cultura
Massimo Bucchi. La satira e il doppio (2 voll. Bucchi Inedito, Bucchi Edito) + Metà uomo - metà capra: il verso doppio del satiro
a cura di Emanuela Marmo € 10,00
Le immagini di Massimo Bucchi sono percorse da una vibrazione che disorienta l’occhio. Anche quelle che nascono in forma di disegno sono introdotte nel computer come materia da manipolare. Il procedimento ha un che di "metafisico" poiché, pur nascendo da esigenze pratiche, rafforza sensibilmente la sensazione che l’immagine sia un contributo esterno da interiorizzare e che, per essere carpita e assimilata, necessiti di uno sforzo di interpretazione e di un superamento del luogo condiviso del senso.
Massimo Bucchi vive e lavora a Roma. Ha lavorato come cronista all'Avanti in gioventù, per poi seguire studi di Storia dell'Arte. Ha quindi lavorato come grafico in uno studio privato, per diventare in seguito art director del dipartimento grafico del Gruppo IRI. Si è occupato di grafica editoriale per l'editore Mondadori e più tardi per Giunti. Nel 1976 passa a lavorare per il quotidiano La Repubblica. Qui, nella rubrica "La finestra sul cortile" appaiono quasi quotidianamente le sue vignette satiriche, autentici collages composti da frammenti di immagini, ritagli di fotografie e brevi frasi scritte a macchina. Ha vinto due premi Forte dei Marmi per la satira politica.
Armando Maria Todino, Il percorso spirituale di Lev Tolstoj € 10,00
Lev Tolstoj può essere considerato senza dubbio uno dei più alti esempi dell’«anima russa», lacerata da innumerevoli contraddizioni, ma destinata ad approdare alla verità della fede. In questo saggio Armando Maria Todino fa rivivere al lettore le tappe principali del travaglio intcriore di un uomo che passò dai piaceri mondani dell’età giovanile al «furore» mistico-religioso degli ultimi anni. Nonostante ciò, i segni della futura conversione, della fede in Dio e soprattutto dell’amore per il prossimo, erano già presenti nel Tolstoj giovane, come dimostrano ampiamente le prime opere, ragion per cui non si può parlare di trasformazione dello scrittore russo, ma solo di evoluzione di un percorso spirituale durato un’intera esistenza.
Armando Maria Todino, nato a Napoli nel 1972, laureato in Lettere (indirizzo classico) nel 1998 all’Università degli studi di Napoli «Federico II», insegna, dal 2002, italiano e latino nei licei statali. Dal 1996 si è dedicato allo studio della storia, della lingua e della letteratura russa, in particolare degli scrittori realisti dell’Ottocento (Dostoevskij, Tolstoj, Turgenev e Cechov). Ha già pubblicato, nei mesi scorsi, per la Millennium Editrice, il volume Dostoevskij, scrittore e pensatore (Bologna 2007).
Emilo Esposito, La Legge della... politica € 12,00
Emilio Esposito, dopo aver pubblicato molti altri testi di variegato spessore formale e contenutistico, continua imperturbabile a lavorare e produrre. In questo volume La "legge della... politica", molto più amaro e pessimistico dei precedenti, in numerose pagine richiama i dati e le notizie già comunicate in Un paese del Sud (1984), in Bellizzi nella storia (1997) e in Bellizzi autonoma (2000). Anche ora egli è testimone e cronista del suo paese, Bellizzi, del suo svolgersi da frazione di Montecorvino Rovella a comune autonomo e delle lotte politiche e sociali che nel corso degli anni si sono manifestate in quella comunità del salernitano con incredibile virulenza. La memoria storica e documentaria del militante e libertario socialista intreccia eventi del passato prossimo e remoto; collega - in una sorta di autobiografia personale e collettiva - sempre la sua vicenda personale con quella degli altri amici e avversar! [...].
Il volume, che non è, come in altri casi, narrazione creativa e inventiva, alterna testimonianza storica e narrazione, racconta con documenti alla mano questioni riprodotte anche con foto tratte dall'archivio privato, investiga e non si ferma al dato [...] fornisce una esauriente documentazione su personaggi politici primari e secondari, su gruppi di potere, su spartizioni, sull'insensato saccheggio e sulla devastazione incontrollata del territorio, sulle lotte intestine dei parlili, sugli interessi pubblici e privati coalizzati e individuali; racconta di inimicizie e beghe municipalistiche, mescola cronaca e storia, utilizza le densissime pagine per esprimere critiche virulente e amarezze cocenti, rievoca avvenimenti deliranti, delinea un populismo di vecchio stampo del quale si è nutrita - e si mitre - la politica italiana [...].
I bersagli della polemica sono i comportamenti dei politici e le strategie di interventi sbagliati. Ma i giudizi fermi e netti sono sempre di tipo morale e sono assunti attraverso le esemplificazioni dei grandi moralisti che avallano una sferzante libertà e indipendenza, non asservita al potere politico [...].
Esposito, dunque, con amarezza, critica e respinge una presunta "legge... della politica" che ha decretato i guasti della nazione e delle coscienze [...].
Egli è pessimista sulle prospettive. La cosa pubblica non è utilizzo personale, il bene; collettivo non è una opzione secondaria. La sfiducia odierna ha una radice ben precisa e il volume di Emilio Esposito fornisce uno spaccato di che cosa non debba essere la politica e la sua presunta "legge". Tulle le questioni nelle pagine si annodano e dimostrano come il ciclo edilizio [...] sia sempre non produttivo, ma una illusione e provoca, oltre ai disastri ambientali che conosciamo bene nelle nostre città-dormitorio, interventi della criminalità organizzata e degli speculatori della rendita».
Emilio Esposilo è nato a Bellizzi di Montecorvino Rovella (SA), dove vive e lavora. Au-lodidatta, ha pubblicato Metamorfosi di una vita (1980). Un paese del Sud (1981). Ogni cor è 'nu Vesuvio (1986). Pietro Tempesta e la montagna (1984). Bellizzi nella Storia (1997). Bellizzi autonoma (2000). Sull'onda della memoria (2003). Primavera di Luci e "Lampi sinistri" (2004). Il viandante (2007). Grazie alla sua intensa attività culturale, ha ricevuto numerosi riconoscimenti.
Quaderni del Master in "Letterature, Storia e Culture dell'Area Adriatica
a cura di Andrea Battistini
Tecniche di conciliazione, a cura di Gino Fontana € 10,00
Le tecniche e le metodologie di mediazione hanno attraversato la storia, non certo come un unico insieme “di comportamenti ed azioni del saper fare” sempre uguali, svelati agli uomini da altri uomini. La gestione dei conflitti è riuscita ad esperti, saggi, anziani, sciamani, ambasciatori, monaci, legati pontifici, ecclesiastici, autorità morali o spirituali, persone che, per il ruolo che assumevano nella comunità o per l’autorevolezza guadagnata con il loro agire o pensare, godevano della fiducia di altri uomini, al punto di essere considerati terzi neutrali, talvolta anche senza rappresentare autorità o potere costituito. Proprio quest’ultima caratteristica ha reso la storia di queste pratiche, meno adatte e capaci di imporsi agli onori della cronaca, un lavoro silenzioso ed in punta di piedi, al servizio delle relazioni e della loro qualità ancora tutta da cogliere, da comprendere, da apprezzare, ma soprattutto da raccontare. È un saper fare esperenziale, in continua evoluzione, e come gran parte dei saperi, anche empirici è trasmesso dalle esperienze, dai tentativi progressivamente affinati e dalle prassi, che non discendono dalle accademie, ma salendo dal fare, nel lungo cammino evolutivo, hanno anche saputo adattarsi alle strutture ordinamentali, anche diverse, che le hanno sperimentate e successivamente accolte.
Alternative Dispute Resolution - il mondo del conciliatore, a cura di G. Fontana € 10,00
La mediazione, in senso concettuale, non ha nulla a che vedere con qualcosa di materiale, ma è, bensì, non solo uno strumento giuridico ma soprattutto un “atteggiamento” accomunabile al principio della forza impositiva, alla supremazia del “potere”.
Da sempre chi esercita il “potere vero”: governanti, dittatori, Nazioni egemoni, gruppi economici ecc. attraverso il meccanismo della mediazione delle parti in conflitto - ponendosi come interlocutori al tavolo dei negoziati - hanno consolidato il proprio status/potere diretto od emanato.
Ebbene, il mediatore, quale figura che oggi riscopriamo ed analizziamo, non è altro che la trasposizione di quanto è oggi consideriamo prassi applicativa, esercizio del potere dello stato e controllo del negoziato; ciò che fino a questo momento rimaneva celato e privo di controllo da parte del potere statuale.
Il mediatore non ha potere proprio ma emanato e allo stesso tempo condizionante. Solo con l’applicazione del principio e non con l’uso strumentalistico dell’Istituto, nel coacerbo di una sorta di giustizia privata, renderà il senso.
Allo studioso non resta che l’attesa, con approccio meramente scientifico, l’analisi nonché la critica.
Volumi di possima pubblicazione: