Novità

Luigi Settembrini, Dialoghi, a cura di Nunzia D'Antuono € 16,50

 

Questi Dialoghi, lasciati ‘da banda’ per molti decenni, mettono a nudo lo smisurato io di Luigi Settembrini (1813-1876), sempre in bilico tra il mondo dei vivi e quello dei morti. I testi, dalle chiare ascendenze lucianee e leopardiane, si presentano quale strumento di ricerca intellettuale della verità oggettiva, sono la contestazione satirica e demistificante della falsa morale risorgimentale, dissentono dal cattolicesimo trionfante, mirano a istituire una corretta scala di valori e di laiche virtù civili, inneggiano alla Scienza e ad un modello linguistico non manzoniano.

Settembrini, estimatore di Bruno e di Galileo, di Alfieri e di Leopardi, nei dialoghi evidenzia la circolarità della sua scrittura. I testi, complementari agli scritti di storia della letteratura, confermano la tecnica del narratore-autobiografo che, utilizzando una forma classica e plurale della tradizione letteraria occidentale, partecipa al dibattito su alcuni nodi culturali del periodo pre e postunitario.

A cent’anni dalla prima pubblicazione a cura di Francesco Torraca, i dialoghi – con l’aggiunta del testo inedito Gaspare Gozzi – sono riproposti in un’accurata edizione commentata e annotata da Nunzia D’Antuono. Il saggio introduttivo e i densi apparati rico-struiscono una scrittura dell’io, insistono sulla tecnica compositiva, forniscono ai lettori odierni un ampio quadro, filologicamente fondato, della fisionomia intellettuale dell’autore delle Ricordanze e del suo mondo morale.

 

Biagio Lione, La casa sul lago. Dramma in due atti € 10,00

 

Sullo sfondo di un’Italia meridionale – fine anni sessanta – ancora ai margini delle nuove correnti di pensiero, una tranquilla famiglia di professionisti improvvisamente viene investita da un episodio luttuoso: un assurdo omicidio che stravolge e coinvolge Carlo, protagonista di questa storia immaginata dall’autore.

Giallo psicologico di notevole impatto emotivo, dove i fatti si intrecciano in modo armonioso ed intrigante, che attraverso la forma del dramma teatrale danno luogo a continui colpi di scena.

Se il concetto di famiglia come struttura, come riferimento morale, assume funzione necessaria e determinante nella logicità narrativa, il dramma umano amplificato ne esalta i contenuti. La sofferenza, intesa come tormento esasperato, ripropone il quesito sul livello di sopportabilità dell’uomo al dolore e sul confine tra normalità e follia. Ma oltre a ciò, il racconto presenta un ulteriore significato dominante e più profondo, che emerge in quasi tutti i personaggi: la continua ricerca di sé stessi, della propria anima. Non eroi, dunque, ma solo comuni mortali sono le figure che si aggirano tra le pagine del libro, accomunati da una esistenziale insoddisfazione che li spinge verso sentimenti spesso irrazionali.

 

Biagio Lione è nato a Vibonati (SA) nel 1957. Diplomato in ragioneria è attualmente un infermiere professionale. Si occupa da anni di problematiche psico-sociali ed è appassionato di teatro di arte drammatica. Questa è la sua prima pubblicazione.

 

La fabbrica degli specchi, Clandestini (a cura di) Gruppo teatrale di Foglianise € 8,00

 

La possibilità di portare l’attività teatrale all’interno del Programma “Scuole Aperte” ci ha permesso di affrontare tematiche impegnative, di grande rilevanza sociale e di confrontarci con idee e situazioni magari scomode, ma proprio per questo più interessanti. Quest’anno ci si è mossi all’interno dell’insidioso e variegato territorio dell’intercultura, realizzando questo testo, Clandestini, nel quale abbiamo provato ad immaginare le conseguenze catastrofiche di un mondo in cui la diversità sia sentita come fastidio, come ostacolo all’agognata serenità sociale.

Prendendo le mosse dalla considerazione di situazioni reali, e riflettendo sui possibili risvolti di tali situazioni, abbiamo provato a forzare la mano, esagerando, immettendo nella realtà il grottesco, l’assurdo, il paradossale. Il risultato che si è aperto ai nostri occhi, che ha preso forma sotto le nostre penne, è uno scenario “pazzesco”, “incontrollabile” e “ridicolo”, se non fosse anche “mostruosamente preoccupante”.

Tutte le società multietniche e multiculturali rischiano di generare diffidenze, conflitti, marginalità, se non riusciranno a superare quella paura atavica del “diverso”, quel timore inconfessato che si prova nei riguardi di tutto ciò che è “altro da noi”.

Il mondo della globalizzazione rischia di diventare il mondo della ghettizzazione se non si capirà che “coloro che si chiudono nella gabbia di una sola cultura, la propria, sono in guerra col mondo e non lo sanno”.